Lavori in corso: Il Cuore del sentiero

Ieri sera in redazione abbiamo festeggiato: Laura, che si occupa delle revisioni, ha mandato al grafico il testo del Cuore del Sentiero (Heart of the Path) per cominciare l’impaginazione, passando alla fase successiva della creazione di questa prima edizione italiana. Speriamo che in qualche settimana sarà pronto anche questo libro!

Ci è sembrata una buona occasione per parlare un po’ di editing e di come lavoriamo in Nalanda.

La penna rossa

«Questa volta l’ho usata davvero!» ride Laura. «Penne e matite rosse a segnare gli errori, le sviste e le frasi che si possono migliorare sono la prima immagine che a chiunque viene in mente quando si parla di editing… forse a molti torna in mente un’insegnante di italiano delle scuole medie lapidaria nelle sue correzioni ai temi scolastici, chissà!»

In realtà, nella maggior parte dei casi facciamo le revisioni direttamente a schermo – anche per una questione ecologia. Questo testo, che è molto complesso e voluminoso (più di 500 pagine, nell’edizione originale), richiedeva un’attenzione molto capillare. Dall’ottimo lavoro di traduzione di Carolina Lami, che si è presa un bell’onere, abbiamo poi lavorato a cercare i refusi, le sviste che inevitabilmente in un testo così corposo si commettono, ma anche quelle frasi che ancora meritavano una piccola “oliata” nel passaggio da una lingua all’altra. Poi ci sono i false friends, quelle parole che sembrano semplici da tradurre e invece rivelano insidie… E a volte è utile lavorare allo stesso testo in più persone, perché quando ci si immerge in un volume dopo un po’ lo si conosce “troppo bene”, e il cervello legge in automatico quello che dovrebbe esserci.

Editare Lama Zopa

«È curioso lavorare e cercare “errori” in un testo che parla per cinquecento pagine dell’importanza di affidarsi al guru senza focalizzarsi sui suoi difetti, devo ammetterlo. Tuttavia, non si tocca la materia in sé, di cui nessuno ha la presunzione di saperne di più dell’autore, è sempre un lavoro sulla forma e sul passaggio da una lingua all’altra. Lama Zopa usa lo stesso stile degli insegnamenti, scrivendo certi concetti più e più volte perché siano chiari e inequivocabili, tuttavia in inglese e in italiano le ripetizioni hanno valenze diverse dal punto di vista grammaticale.

È un lavoro sempre focalizzato al rendere il testo al meglio per chiarezza e comprensibilità. C’è quindi un gran lavoro sui sinonimi, e di riflessione dove sia meglio mantenere alcune ripetizioni e dove sia meglio intervenire.

I testi intorno al testo

Quelli che in editoria si chiamano “paratesti” sono tutti quei contenuti che non sono parte integrante del testo, ma che lo rendono più fruibile sia per la singola lettura che per citare il libro in seguito, per orientarsi nel testo, per catalogarlo e così via. Sono la cornice del libro, in sostanza, e spesso sono più insidiosi del testo stesso. E offrono molti dei lavori più divertenti per certi versi e più complicati per altri a chi si occupa dell’editing.

Per esempio, la bibliografia: l’elenco delle opere citate nel testo con i riferimenti utili per trovarli in libreria o in biblioteca, o per sapere qual è l’edizione di riferimento… Ma parlando di libri buddhisti, parliamo anche dei sutra e dei testi radice richiamati nel testo. E se l’autore, come nel caso di Lama Zopa, ha una cultura vastissima in questa materia, o chiama certi testi con nomi diversi da quelli “ufficiali”… Questa ricerca diventa molto complessa. Poi ci sono il glossario, l’indice analitico… Tra le cose più strane c’è stato controllare se tutti i lama citati al presente e con la sola data di nascita fossero ancora in vita (non tutti, in effetti sono passati più di dieci anni dall’edizione originale di Heart of the Path). Sono tanti controlli e verifiche che magari non vengono in mente immediatamente pensando al lavoro da fare sul testo, ma che immergendovi diventano necessarie.

È stato sicuramente un editing impegnativo, e saremo contenti di vedere il libro finito sugli scaffali.

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