Alla scoperta del lojong

Nel vasto corpus della letteratura buddhista tibetana c’è un genere di scritti che si distingue per la sua forza ispiratrice, il suo fervore struggente e la sua praticità, tutti elementi che hanno reso questi insegnamenti cari al popolo tibetano per generazioni. Mi riferisco alla raccolta di testi e alle pratiche spirituali a essi associate, note semplicemente come lojong, o “allenamento della mente”, apparse per la prima volta nel Paese delle Nevi quasi un millennio fa. 

Il cuore dell’addestramento mentale tibetano è la coltivazione e il potenziamento del più alto ideale spirituale del Buddhismo Mahayana, la generazione della mente risvegliata (bodhicitta), l’aspirazione altruistica a raggiungere la perfetta illuminazione a beneficio di tutti gli esseri.

Più specificamente, l'”allenamento della mente” o lojong si riferisce a un approccio specifico per coltivare la mente del risveglio. Questo approccio prevede un processo disciplinato per trasformare radicalmente i nostri pensieri e pregiudizi dal naturale egocentrismo all’altruismo. 

Lojong. L’addestramento mentale. Volume I

Il termine tibetano lojong (scritto blo sbyong) è composto da due sillabe, lo e jong. Lo sta per “mente”, “pensiero” o “attitudine”, mentre jong indica diversi significati interconnessi ma distinti.

Innanzitutto, jong può riferirsi all’addestramento con cui si acquisisce un’abilità o si padroneggia un campo di conoscenza. Può anche indicare l’assuefazione o la familiarizzazione con specifici modi di essere e di pensare. In terzo luogo, jong può riferirsi alla coltivazione di qualità mentali specifiche, come la compassione universale o il risveglio della mente. Infine, jong può significare pulizia o purificazione, come nel caso della purificazione della propria mente da brama, odio e illusione. Tutti questi diversi significati portano con sé l’idea saliente di trasformazione, per cui un processo di addestramento, assuefazione, coltivazione e purificazione induce una profonda trasformazione dal normale stato di illusione, il cui modus operandi è l’egocentrismo, a una prospettiva fondamentalmente cambiata di illuminazione, centrata sull’altro”.

In generale, tutti gli insegnamenti del Buddha e i relativi commentari possono essere considerati “allenamento della mente” nei quattro sensi sopra descritti.

Tuttavia, con i lojong compare in Tibet di un genere specifico di insegnamento che si riferisce ad approcci specifici per coltivare la mente altruistica del risveglio. In particolare attraverso la pratica dell’equiparazione e dello scambio di sé con gli altri, come si trova nel classico di Santideva dell’VIII secolo, Guida alla vita del Bodhisattva. Utilizzata con questa accezione, l’espressione allenamento mentale rappresenta un’abbreviazione dell’espressione più completa “allenamento mentale nel Mahayana (Grande Veicolo)”. 

Una delle tematiche centrali della pratica dell’allenamento mentale è il profondo riorientamento del nostro atteggiamento di base sia nei confronti di noi stessi sia degli altri esseri senzienti, oltre che degli eventi che ci circondano.

Attualmente, tendiamo non solo ad afferrare una sorta di “io” intrinsecamente reale che costituisce il nostro vero essere, ma anche ad avere a cuore il benessere di questo vero “io” a discapito di tutti gli altri. L’insegnamento dell’allenamento della mente ci sfida a invertire questo processo, prevede una profonda comprensione degli altri come veri amici, “più preziosi di un gioiello che esaudisce i desideri”, come dice Langri Thangpa nei suoi Otto versi sull’addestramento mentale, e il riconoscimento che il nostro vero nemico si trova dentro di noi, non fuori. Ci sentiamo feriti quando qualcuno ci insulta, delusi quando qualcuno che amiamo ci tradisce, indignati quando veniamo provocati senza motivo, invidiosi quando altri hanno successo, tutto a causa di un profondo attaccamento al sé. È il desiderio di sé che ci apre a queste esperienze dolorose e indesiderate.

Per questo motivo, gli insegnamenti sull’allenamento della mente ci ammoniscono a “Attribuire tutte le colpe a un’’unica fonte e a contemplare la gentilezza di tutti gli esseri”. 

A questo prezioso corpus di insegnamenti Nalanda Edizioni dedica la pubblicazione – per la prima volta con una traduzione diretta dal tibetano all’italiano – di una selezione di testi. Una straordinaria raccolta che costituisce uno straordinario strumento per la pratica e per lo studio della lingua, corredato da saggi introduttivi e da una prefazione di Thupten Jimpa.

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