Il mattino ha l’oro in bocca

Il mattino ha l’oro in bocca

Come iniziare la giornata con la saggezza del Dharma? Invece di seguire istintivamente il richiamo del vostro ego per il caffè, svegliatevi con consapevolezza, attenti alle vostre sensazioni interiori e al vostro stato d’animo. Poi, stabilite la motivazione che vi accompagnerà per il resto della giornata.

“Qual è lo scopo di essere vivi oggi? Dev’essere qualcosa di più importante del caffè. Essere vivi solo per un caffè di certo non ha molto senso. È molto meglio dedicare questa giornata allo sviluppo della bodhicitta, che conduce alla liberazione e al pieno risveglio a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Da questo momento, fino a quando andrò a dormire, cercherò di rimanere consapevole di ogni azione del mio corpo, della mia parola e della mia mente. In questo modo manterrò il controllo, creando per me stesso un ambiente interiore pacifico“.

Investigare la mente

Se stabilite questo tipo di mente la mattina, non dovrete continuare a ricordarvi la vostra motivazione durante la giornata. Non sarà necessario pensare in continuazione: “Sto cercando di essere una persona spirituale, quindi devo comportarmi bene“. Con la sincera motivazione e la grande determinazione stabilita al mattino, il resto della giornata trascorrerà tranquillamente. Anche se incontrate qualcuno che è arrabbiato con voi, avrete il controllo della vostra mente. Questo non significa reprimere o auto-censurare la vostra avversione. Il vostro autocontrollo sarà naturale e tranquillo, derivante da un profondo riconoscimento delle afflizioni mentali e degli svantaggi delle negatività. Ma non dovete crederci solo perché lo dico io o chiunque altro. Indagate voi stessi e cercate di capire in che modo i pensieri e i sentimenti sorgono nel vostro cuore. Se lo fate ogni giorno, sono sicuro che troverete il metodo di controllo del Dharma molto pratico.

I mantra non sono formule magiche

Una tecnica potente per controllare ciò che accade dentro e fuori di voi è la recitazione dei mantra. Spesso ripetiamo quello di Shakyamuni Buddha, Om muni muni muni muni maha muni muniye svaha. I mantra sono efficaci perché aiutano ad avere una mente tranquilla e pacifica, concentrata su un solo punto; rendono la mente ricettiva alle vibrazioni molto sottili e quindi aumentano la vostra percezione. La loro recitazione sradica le negatività grossolane e quindi la vera natura delle cose può riflettersi nella chiarezza che ne deriva nella vostra mente. I mantra possono purificare tutta l’energia contaminata del vostro corpo, della parola e della mente. Ma se la ripetizione di un mantra diventa una meditazione trascendentale oppure no dipende solamente da voi e dalla vostra saggezza. Il suo potere non viene solo dalla sua parte. Non è sufficiente recitare delle antiche sillabe sacre, senza alcuna contemplazione, per ottenere automaticamente un grande beneficio spirituale. E’ un’idea sbagliata.

Per esempio, se siete sotto l’influenza di un desiderio irrefrenabile, recitare anche il mantra più potente dell’universo porterà a un beneficio limitato. Sarà solo un’altra azione del samsara. Supponiamo che siate seduti da qualche parte a recitare un mantra ma nel frattempo pensate: “Cioccolato, cioccolato, cioccolato, delizioso cioccolato”.

Se siete totalmente preoccupati da un pensiero come questo, come potete aspettarvi che questa pratica diventi una meditazione trascendentale? Come può portare a un risultato pacifico? Perché un mantra sia efficace, è necessario aver calmato la mente in una certa misura e aver acquisito almeno un certo livello di concentrazione. Inoltre, si dovrebbe avere una motivazione pura. Non basta preoccuparsi di ottenere il piacere temporale per se stessi.

Il vero scopo dei mantra, così come di tutte le altre pratiche del Dharma, è di beneficiare tutti gli esseri senzienti. Invece di pensare sempre, “voglio, voglio, voglio”, cercate di sviluppare il puro desiderio di essere utile agli altri. Non è necessario essere troppo concettuali o emotivi: dedicare semplicemente l’energia del mantra a questo scopo altruistico e i risultati benefici arriveranno da soli.

Il mattino ha l’oro in bocca

(…) La parte più importante della giornata è la mattina. Diciamo che vi svegliate con un tremendo mal di testa o che vi fanno male le gambe. La prima cosa che dovreste fare, invece di farvi condizionare da quel dolore, è stabilire una forte determinazione a mantenere un atteggiamento di pura motivazione di bodhicitta per il resto della giornata. Il primo giorno che provate a fare questa pratica potrebbe risultarvi un po’ difficile e innaturale. Ma col tempo e la perseveranza diventerà più semplice e facile coltivare questa pura motivazione e sarà il risultato dell’aver sviluppato e addestrato la mente in una particolare direzione virtuosa.

Non importa quanto studiamo sul Dharma, raramente dedichiamo anche solo un giorno a mettere in pratica ciò che abbiamo letto. Ma se ci provate, alla fine la vostra mente diventerà l’incarnazione di una consapevolezza pacifica. Quando iniziate una qualsiasi pratica di addestramento mentale state semplicemente imitando qualcosa che avete ascoltato; è normale nelle fasi iniziali e se non lo accettate potreste facilmente spazientirvi e pensare che quello che state facendo sia una forzatura del tutto innaturale.

Siete seduti in posizione di meditazione e vi aspettate il miracolo e quando non accade, cominciate a chiedervi: “Perché sto seguendo questa strana usanza orientale?” Allora la vostra mente negativa risponderà: “Stai solo scimmiottando il modo di sedersi di quel Lama tibetano. Non c’è motivo perché lo faccia anche tu. Perché non ti siedi su una sedia comoda come qualunque Occidentale?”. Dovete quindi prestare molta attenzione alla mente perché sa benissimo come razionalizzare i motivi per cui non dovreste seguire i metodi che servono a domarla. Ignorate lo scetticismo di questa mente e continuate le vostre pratiche con costanza e pazienza.

La mente ordinaria e la mente della saggezza

Spesso ci sono due tipi di menti che lavorano dentro di voi simultaneamente. Per esempio, mentre state pulendo la vostra stanza, una sta prestando attenzione a ciò che state facendo a livello fisico, mentre l’altra potrebbe concentrarsi su un mantra. Questo non significa che queste due menti siano in conflitto tra loro o che la vostra ripetizione del mantra non sia sincera. Mentre praticate il Dharma, siete comunque ancora coinvolti negli aspetti relativi e ordinari della vita.

Ci sono molte cose che inevitabilmente dovete fare per vivere: lavorare per guadagnare dei soldi, fare il tè e il caffè, preparare il pranzo e così via. Non si dovrebbe cercare di evitare queste attività, ma semplicemente rendersi conto che non sono altro che il livello relativo della vostra esistenza. Così, mentre la mente impegnata nelle questioni mondane spazza la vostra stanza, la mente della saggezza può funzionare simultaneamente.

Un mantra è energia, ma non è affatto coinvolto nelle vibrazioni ordinarie; è energia pura, creata dalla semplice saggezza-consapevolezza. Se la vostra mente sta generando la pura energia della saggezza, potete essere la pace fatta persona anche quando state compiendo azioni relativamente banali. Da questo punto di vista la mente è molto simile a un oceano, che ha una natura fondamentalmente calma anche quando in superficie viene agitato da onde violente.

Se siete sintonizzati con la vostra saggezza-consapevolezza, potete trasformare l’energia di ciò che vi circonda – colori, sensazioni e così via – in beatitudine e l’energia esterna di ciò che percepite non sarà in grado di condizionare la vostra mente facendo sorgere desiderio, attrazione e altre negatività. Al contrario, la vostra mente potrà controllare e trasformare l’ambiente stesso in qualcosa di trascendente. Con questo tipo controllo, i fenomeni non vengono interpretati con attaccamento e quindi non sorgeranno nemmeno tutte le altre afflizioni mentali correlate. Non venite sballottati su e giù da quello che vi capita.

Le nostre proiezioni mentali

A questo punto, però, potreste venire assaliti da un dubbio: “Se si trascendono gli oggetti che ci circondano, trasformandoli in qualcos’altro, non si stanno semplicemente creando delle proiezioni mentali? Come può essere efficace un metodo che nega la realtà?”. Gli Occidentali sono generalmente molto intelligenti e un dubbio del genere capita spesso. Ma permettetemi di rispondervi con un’altra domanda: Vedete qualcosa che sia davvero “buono” o “cattivo”?. Potreste pensare che qualcosa che viene percepito come buono o cattivo esista davvero in quel modo, ma come fate a sapere che è effettivamente così? Potreste dire: “Perché sento che è vero”. Ma perché lo sentite? “Perché l’ho visto con i miei occhi.” Ma poi la domanda successiva è: “Ciò che vedete con i vostri occhi è sempre corretto? Vedete sempre la realtà, libera da qualsiasi proiezione mentale?. “No, certo che no,” mi rispondereste, “ma questa volta quello che ho visto era reale.” E come fate a saperlo? Posso garantire che non esiste una risposta definitiva a questa domanda. Potreste arrovellarvi per tutta la vita, ma sarebbe comunque difficile trovare una risposta totalmente soddisfacente.

Cercate di cogliere qual è il punto. Questa domanda non è difficile perché affronta una questione filosofica oscura. Non è solo un problema teorico, ma nasce dalla propria esperienza. Il problema è che non vediamo la vera natura assoluta di alcun fenomeno. Se non ce ne rendiamo conto, diventa molto difficile parlare di realtà. Quando chiedo: “Come fai a sapere se quello che vedi è reale o meno?” non pensate: “Wow, questo Lama mi sta facendo una domanda difficile ma solo lui conosce la risposta.”. Non è affatto così. Nessuno vi sta nascondendo una risposta profonda.

È solo quando investigate la vostra esperienza di quella che chiamate “realtà”, che inizierete a trovare una soluzione a questo dilemma. Pensate ad esempio a che cosa succede di frequente negli Stati Uniti quando una persona di colore e una persona bianca discutono tra loro. Non si vedono affatto. La persona bianca crea una proiezione minacciosa della persona di colore e viceversa. Poi, sulla base delle rispettive proiezioni mentali, entrambe agiscono in certi modi e secondo certi stereotipi. Perché queste discriminazioni hanno il potere di influenzare la loro mente? Dopo tutto, sono solo proiezioni mentali che non hanno nulla a che fare con la realtà dell’altro. Non è ciò vedono, ma il modo in cui lo vedono che fa la differenza. Questa è la proiezione mentale. Inoltre, ciò che essi vedono non è qualcosa che gli è stato insegnato da un Lama, ma fa parte della loro cultura.

Così, quando parlo di trascendere la realtà relativa di qualsiasi cosa o fenomeno, cercando di ottenere una corretta visione, non sto parlando di qualcosa di estraneo a ciò che la gente fa abitualmente. È qualcosa che influenza fortemente la mente e, se purificato dalla giusta motivazione, può essere estremamente benefico. Sapete per esperienza che quando si lascia entrare la luce del sole in una stanza buia, il buio scompare immediatamente. Non c’è dubbio su questo, vero? La stessa cosa accade quando visualizzate Shakyamuni Buddha, il riflesso di una saggezza radiosa e solare. L’effetto è automatico: la mente riceve benedizioni che conducono al controllo. Quando la vostra visualizzazione del Buddha è forte e chiara – riconoscendo che il suo corpo non è costituito da una sostanziale energia fisica, ma è solo la manifestazione del Dharmakaya – la vera saggezza, la vera conoscenza – allora anche cinque o dieci minuti di tale visualizzazione è tremendamente efficace. Non c’è bisogno di grandi spiegazioni o discorsi; la visualizzazione stessa è sufficiente.

Diciamo che state camminando per una strada di New York e nella vetrina di un negozio vedete dei vestiti che fanno sorgere nella vostra mente desiderio e altre emozioni disturbanti. In quel momento, potete trasformare quell’energia nella forma della saggezza radiante del Buddha; oppure, se sapete come fare, potete dissolvere quell’energia nella sua natura di vacuità. Quando con questi metodi vi rendete conto che l’attaccamento che avete proiettato su questo capo di abbigliamento esiste solo per una mente ignorante e relativa – e che quindi non ha nulla a che fare con la realtà – allora qualsiasi afflizione mentale sia sorta scomparirà automaticamente. Tutte le difficoltà svaniranno. Altrimenti, se la vostra mente rimane legata alla vostra falsa proiezione mentale e pensate: “Oh, è così bella quella giacca, vorrei che fosse mia”, potreste portare in giro con voi questa immagine seducente per tutto il giorno.

Se vi fermate a pensare, vedrete che questo è ciò che succede veramente. Potreste pensare: “Il Lama parla molto, ma quello che dice è solo una speculazione filosofica senza alcuna base”. Sapete però che non dovreste rifiutare o accettare alcun insegnamento alla cieca. Piuttosto, sperimentarlo e vedere di persona se è vero oppure no. Come ho detto prima, il Dharma non si preoccupa tanto del passato e del futuro, ma del presente. Mettete alla prova questi insegnamenti e vedete se vale la pena seguirli.

Trasformare i problemi nella pratica

A questo punto potrebbe venirvi un nuovo dubbio: “Ok, posso usare questo metodo di trasformazione con oggetti belli e attraenti; è abbastanza semplice. Ma come la mettiamo quando si presenta un problema? Quando qualcuno mi fa del male?” Questa è una considerazione importante. Tuttavia, se siete sufficientemente attenti e consapevoli, saprete che anche le situazioni spiacevoli possono trasformarsi in una pratica di Dharma.

La prima cosa da fare quando si è coinvolti in un rapporto doloroso con qualcuno o qualcosa è ricordare che reagire negativamente non è mai d’aiuto. Autocommiserarsi, mettersi sulla difensiva o diventare aggressivi non porta a nulla, anzi non fa che aumentare la vostra agitazione. Pensate con onestà alle esperienze che avete avuto e vi convincerete che è proprio così. Poiché i pensieri e i sentimenti negativi portano solo a sofferenze, immediate e future, è importante adottare un modo di reagire che sia di beneficio. Così, invece di cedere al dolore e all’odio, osservate attentamente ciò che sta accadendo dentro e fuori di voi e dite a voi stessi: “Aspetta un momento. Calmati. Anche questo passerà”.

Se riuscite a non esprimere la vostra rabbia anche solo per pochi secondi, la vostra mente si calmerà da sola un po’ alla volta, tornerete ad essere più lucidi e saprete come affrontare la situazione in maniera molto più intelligente.

Lama Thubten Yeshe – Tradotto da Wisdom Energy – Basic Buddhist Teachings

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