Competenze comunicative per catalizzare la crescita

In ogni fase del nostro sviluppo, siamo tesi ad accogliere livelli di complessità sempre più profondi, in relazione alle nostre esperienze e ai nostri modi di conoscere noi stessi, e in relazione ai nostri rapporti con gli altri e al resto del mondo naturale. Le nostre conversazioni vengono chiamate ad evolversi parallelamente al nostro sviluppo, che si sta svolgendo anche in campo collettivo. Tutte le sfide globali che affrontiamo oggi richiedono un’evoluzione della nostra coscienza umana e una spinta significativa delle capacità con cui comunichiamo.

L’emergere di nuove e diverse prospettive è, di per sé, un segno distintivo della nostra evoluzione culturale. Vogliamo parlare del mondo oggettivo ma includendo anche la nostra esperienza soggettiva, vissuta, i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Man mano che comprendiamo meglio la nostra condizione sociale in senso globale, diventano necessarie conversazioni su giustizia sociale, diversità, equità, inclusione e relazioni di potere. Coltivare empatia e compassione per gli altri ci aiuta a parlare in modo più efficace e ad elaborare tutti questi fattori assieme. È un compito arduo. 

Le nostre conversazioni si evolvono naturalmente in risposta, chiedendoci di affinare le nostre capacità e sviluppare le nostre capacità. A volte è difficile, a volte imbarazzante, a volte estremamente frustrante. Tuttavia, per quelli di noi che hanno a cuore le nostre connessioni con coloro che ci circondano e il mondo futuro che cerchiamo di co-creare insieme, praticare le nostre capacità comunicative vale il nostro tempo ed energia. Attraverso la pratica, possiamo ottenere flessibilità per comprendere più prospettive, ascoltarci attentamente gli uni con gli altri e vedere la verità nelle nostre diverse esperienze di vita.

Quali sono esattamente le competenze che possono supportarci in questa impresa?

1. Ascolta bene

Se potessimo dare un solo suggerimento per migliorare le nostre conversazioni, sarebbe di praticare abilità di ascolto riflessivo. L’ascolto riflessivo è semplice e prevede solo due passaggi. Innanzitutto, l’ascoltatore si apre per ascoltare e ricevere completamente il messaggio di chi parla. In secondo luogo, l’ascoltatore ripete il messaggio alla persona che ha parlato, per confermare che si sono compresi in modo accurato.

Prendendoci il tempo di ricevere a fondo i messaggi gli uni dagli altri, facciamo spazio alle reciproche versioni della realtà, senza invalidarle, minimizzarle o reagire. Può essere utile ricordare che ascoltare non significa essere d’accordo.

Quando siamo in grado di calmare il nostro sistema nervoso, di rimanere presenti e di riflettere ciò che abbiamo sentito dire senza distorsioni giudizi, l’altra persona può provare un senso di sollievo dato che si sente ascoltata e rispettata, che è fondamentalmente ciò che tutti noi desideriamo.

Domanda di riflessione:

Pensa a una conversazione che hai avuto di recente in cui hai faticato ad ascoltare il punto di vista di qualcun altro. Nota:

  • cosa stava succedendo al tuo corpo;
  • quali pensieri o meccanismi di difesa stavano correndo nella tua mente. Pensa a cosa stavi resistendo. Come sarebbe cambiata la conversazione se tu fossi stato in grado di lasciar andare la tua resistenza, ascoltarne il punto di vista e riflettere su ciò che hai sentito dire?

2. Parla in modo diretto

Parlare in modo diretto significa dire la nostra verità in modo semplice e diretto. Sembra facile ma le insidie sono altrettanto facili da trovare. A volte, l’ansia di esprimerci porta a uno stile comunicativo incerto o insicuro che ci fa cercare di dire la cosa giusta ed evitare di fare errori. D’altra parte, possiamo anche esagerare le nostre posizioni e esagerare con le nostre richieste in un modo che assopisce l’ispirazione e scoraggia gli altri dal compiere un ulteriore impegno.

Nelle conversazioni che facilitiamo, invitiamo i partecipanti a parlare principalmente dal punto di vista della prima persona. Questo significa usare “Io messaggio”, come in “Penso…”, “Io sento…”, ”Io voglio…” o “Io lo farò…”

Trasmettendo solo ciò che è vero per noi, non implichiamo grandi verità empiriche che devono essere verificate o che invitano al rifiuto da parte di altri. Né stiamo tentando di parlare a nome di un gruppo più ampio che potrebbe o meno essere pienamente d’accordo. Stiamo semplicemente catturando la nostra esperienza diretta e le nostre percezioni personali e, nel farlo, riconosciamo che le nostre verità esistono in relazione ad altre verità parimenti rilevanti.

Parlare in modo diretto sviluppa il nostro coraggio; ci richiede di essere disponibili con le nostre opinioni e ci apre a ricevere messaggi di accordo o di disaccordo. Parlare chiaramente senza tracce di aggressività o giudizi negativi richiede tempo e pratica, ma attraverso questo questa pratica impariamo a fidarci di noi stessi e anche a fidarci degli altri. Alla fine, scopriamo come ascoltare, rispettare e integrare le nostre differenze.

Domanda di riflessione:

Quali schemi che sono importanti per te noti nel tuo modo di esprimere le cose? Tendi a minimizzare la loro importanza o ad enfatizzarla, o ribadisci ripetutamente il tuo punto di vista con insistenza sempre maggiore? O tendi a fare qualcos’altro? Come sarebbe “possedere” ciò che è vero per te? Qual è un modo di parlare con gli altri che potrebbe trasmettere comodamente la tua verità?

3. Offri supporto e sfida

Sia il supporto che la sfida sono dimensioni necessarie per la nostra crescita. Gli ambienti sicuri offrono i vantaggi del supporto reciproco, dell’appartenenza e del rapporto tra i membri del gruppo. Questo ci aiuta a comportarci meglio, a correre rischi sani e a fare errori. Creiamo sicurezza nei nostri gruppi dando voce a tutti, usando le capacità di ascolto, ponendo domande ed estendendo la buona volontà.

D’altra parte, abbiamo bisogno di sfide per crescere. Le sfide mantengono i gruppi entusiasmanti, dinamici e creativi. Quando ci sfidiamo, espandiamo le nostre prospettive per includere nuove informazioni e impariamo a tollerare la tensione creativa delle nostre differenze.

Trovare la giusta combinazione di queste due qualità è la chiave, in modo da evitare squilibri. Troppo supporto e sicurezza reprimono l’energia e inibiscono la differenza creativa. Troppe sfide, tuttavia, possono portare rapidamente a giochi di potere, maggiore intensità emotiva o persino aggressività. In queste culture, le persone spesso chiudono e tacciono per paura di ricevere attacchi o critiche.

Quando otteniamo l’equilibrio giusto, i nostri gruppi si evolvono attraverso incontri e conversazioni. Le persone in gruppi sani e dinamici si guardano le spalle reciprocamente e si sostengono a vicenda per il benessere reciproco, sapendo come porre all’altro le domande giuste e contrastare le diverse prospettive con il giusto livello di tempismo, frequenza e intensità per mantenere le cose vivaci ed interessanti.

Domanda di riflessione:

Cosa tendi a enfatizzare: supporto o sfida? Come apporteresti più qualità nella tua vita? Che differenza farebbe per la tua crescita e per il tuo sviluppo?

Andare avanti insieme

Incorporare le tre abilità di ascoltare bene, parlare in modo diretto e offrire supporto e sfida può darci una solida base mentre attraversiamo la crescente complessità nel nostro mondo. Praticando queste abilità, serviamo le nostre relazioni mostrandoci più interamente come noi stessi e invitando gli altri a fare lo stesso. Insieme, possiamo crescere ascoltando e integrando le nostre differenze. Non importa quanto nuovi o esperti siamo, e non importa quanto bene o male procedano le conversazioni, i nostri sforzi per imparare e tentare sono degni di per sé. L’apprendimento è esso stesso una forma di evoluzione e, sebbene a volte sia difficile da credere, dobbiamo avere fiducia nel fatto che le nostre conversazioni ci stanno cambiando in meglio.

Kimberly Myosai Loh

Kimberly Myosai Loh è autrice, coach e specialista della pace. Lavora per favorire la trasformazione dei conflitti e la leadership etica. Il suo lavoro comprende la ricerca internazionale sulla pace presso le Nazioni Unite, il corso post-laurea per la risoluzione dei conflitti presso la Columbia University e il coaching individuale e di gruppo per espandere il nostro potenziale personale e collettivo.

Questo articolo condivide le prospettive del libro Compassionate Conversations: How to Speak and Listen from the Heart [Conversazioni compassionevoli: come parlare e ascoltare dal cuore], scritto da Diane Musho Hamilton, Gabriel Menegale Wilson e Kimberly Myosai Loh.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su