Karma collettivo

Uno degli impulsi più forti che abbiamo tutti è il desiderio di sperimentare la trascendenza. Quando sperimentiamo momenti di trascendenza, ci eleviamo al di sopra di tutte le nostre preoccupazioni. Non siamo più dominati dalla paura e invischiati nella rete degli affari mondani che ci causano ansia e preoccupazione. Ecco perché la trascendenza è desiderabile. Di tanto in tanto abbiamo viviamo degli attimi in cui ci eleviamo al di sopra di tutti i nostri problemi personali e delle faccende materiali che ci riguardano. Abbiamo una visione più ampia, più vasta. Tutto va bene quando diventiamo un tutt’uno con una realtà più grande.

Tuttavia non possiamo negare ciò che sta accadendo nel mondo: guerre, violenze e molte sofferenze dovute a diverse cause. Anche se abbiamo momenti straordinari in cui ci eleviamo al di sopra di tutto e trascendiamo la realtà, alla fine dobbiamo sempre tornare a fare i conti con ciò che sta accadendo nella nostra vita personale e attorno a noi.

Molti sperimentano la trascendenza durante la meditazione o la preghiera. È un’esperienza meravigliosa e stimolante. È una pausa di cui tutti abbiamo bisogno. Tuttavia, non possiamo vivere per sempre in quel regno. Dobbiamo tornare indietro. Non possiamo negare la realtà, anche se a volte può essere molto spiacevole. Possiamo cercare di capirla e di comprendere perché sta accadendo.

Uno dei modi migliori per comprendere la realtà è osservare la teoria del karma. Non si tratta di una tesi o di una dottrina. Si tratta piuttosto di una saggezza vivente che si applica a questioni a livello personale, sociale e mondiale.

Una risposta a ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento è che si tratta del nostro karma. Dire che è il nostro karma significa che sta accadendo a causa di una complessa interconnessione di cause e condizioni. Nel pensiero buddhista tutto nasce da cause e condizioni. Nulla è puramente casuale o accidentale. Tutto ciò di cui siamo testimoni in questo momento, sia a livello personale che a livello globale, è il frutto di tutte le scelte che le persone hanno fatto nel corso del tempo e di quelle che stanno facendo oggi. Include le scelte che io e te facciamo oggi e quelle che hanno fatto i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri antenati. Include anche lo stato di coscienza in cui sono vissuti.

Oggi siamo testimoni di una serie di crisi ecologiche, tra cui terremoti, incendi e cambiamenti climatici. Gran parte di questa crisi ambientale è il risultato dell’azione umana. Da questa prospettiva possiamo capire che le azioni che compiamo o non compiamo hanno un grande impatto, un impatto che va oltre la nostra vita personale. La crisi ecologica è una creazione umana, anche se alcuni lo negano. Come umanità, l’abbiamo creata tutti insieme. La sua realtà è una manifestazione karmica che non possiamo più negare. Ne siamo tutti testimoni.

Il karma ci insegna che ogni azione che compiamo ha un impatto molto forte. Ci ricorda anche che lo stato di coscienza in cui viviamo ha un impatto a lungo termine sulla nostra vita e su quella delle persone che ci circondano.

Il Buddhismo insegna che, così come le nostre azioni hanno dei risultati karmici, anche lo stato della nostra coscienza ha dei risultati karmici. Possiamo scegliere di risiedere in uno stato di coscienza non illuminato o in uno stato più illuminato. Nello stato più illuminato c’è più amore, più compassione e una maggiore sensazione di essere tutti interconnessi. La teoria del karma ci insegna che le condizioni ambientali attuali sono in qualche modo il risultato delle nostre azioni, ma ci insegna anche che possiamo fare qualcosa al riguardo. Abbiamo il potere di rimodellare il futuro, il nostro e quello dell’umanità. Tutte le circostanze e le condizioni che sperimentiamo nella vita sono una manifestazione dello stato mentale in cui scegliamo di risiedere.

Dal punto di vista del karma collettivo, tutto ciò che accade nel mondo non è più il karma di qualcun altro. È il nostro karma. Alla fine il tuo karma è il mio karma e il mio karma è il tuo karma. Condividiamo tutti lo stesso destino.

Il saggio indiano del XII secolo Padampa Sangye, nel suo insegnamento intitolato Consigli al popolo di Tingri, ci consigliava di considerare il mondo intero come la nostra terra, la nostra comunità e la nostra tribù. Il karma collettivo insegna che non è saggio cercare di dividere l’umanità. Ci insegna a trascendere tutte le divisioni. Spesso creiamo una divisione pensando che il nostro gruppo o “tribù” sia il più saggio, illuminato ed evoluto, quello che prende sempre le decisioni giuste, mentre gli altri gruppi sono quelli più primitivi, non illuminati e non evoluti che prendono decisioni sbagliate. È facile fare queste divisioni malsane, ma Padampa ci dice che ogni tipo di divisione è malsana e opera dell’ego.

Immagina che un membro della tua famiglia, una persona che ami completamente e incondizionatamente, stia attraversando delle difficoltà. È naturale che tu voglia aiutarla. Vuoi condividere sia la felicità sia la sofferenza dei tuoi familiari. Sarebbe molto potente se potessimo immaginare che tutta l’umanità è la nostra famiglia. I nostri familiari possono dire cose, fare cose e dimostrare uno stato di coscienza che ci mette completamente in discussione. Ma rimaniamo pur sempre una famiglia e alla fine la risposta più saggia è la compassione.

Dobbiamo avere compassione per noi stessi e per tutta l’umanità, perché tutti portiamo con noi il pesante fardello del karma. Dobbiamo accettare e perdonare noi stessi e tutta l’umanità. Dobbiamo dare alle persone il tempo di crescere, di commettere errori e di diventare più mature. Siamo tutti qui sulla terra per un periodo di tempo molto breve. Dobbiamo accettare chi siamo, accettare la nostra sofferenza, le scelte sbagliate che facciamo e lo stato di coscienza in cui viviamo come società. La teoria del karma è molto rassicurante. Ci insegna che possiamo cambiare noi stessi e che possiamo cambiare la nostra situazione. A volte i cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro, ma possiamo almeno intraprendere azioni che inizino a cambiare il nostro karma collettivo.

Il buddhismo insegna che il karma non è solo l’azione che compiamo, ma anche lo stato di coscienza in cui scegliamo di risiedere. È la nostra mente a determinare la natura e la qualità delle parole che pronunciamo e di ogni azione che compiamo. Il modo migliore per cambiare il mondo è sviluppare l’amore per noi stessi, per gli altri e per tutti gli esseri viventi che condividono la nostra bellissima Terra.

Nella cultura tibetana esiste un detto: “Se c’è un buon cuore, tutto andrà bene”. Il buon cuore è la vera natura di tutti noi. Cerchiamo di mantenere il buon cuore per tutti, per noi stessi, per il nostro mondo e per tutta l’umanità.

Tradotto da Karma: Not Just Action

Autore

  • Anam Thubten è cresciuto in Tibet e in giovane età ha iniziato a praticare la tradizione Nyingma del buddhismo tibetano. È il fondatore e direttore spirituale della Dharmata Foundation e insegna spesso negli Stati Uniti e all'estero.

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