Lo scopo della vita? Essere felici

Questo articolo scritto da Sua Santità il Dalai Lama è stato pubblicato su India Today lo scorso 30 settembre .

La vera fonte di ogni felicità proviene da un sentimento di gentilezza e di calore verso il prossimo. In quanto esseri umani siamo tutti uguali: siamo nati allo stesso modo, moriamo allo stesso modo e tutti vogliamo vivere una vita felice. La chiave della felicità è la pace della mente, non è qualcosa che si può comprare, ma va coltivata da ognuno. Tutte le tradizioni religiose, nonostante le differenze filosofiche, si fondano sullo stesso messaggio d’amore e di empatia che è il fondamento di questa pace mentale.

Compassione e gentilezza sono i valori che secondo il Dalai Lama rendono la nostra vita significativa e felice.

A volte vorrei che fossimo più simili ai bambini perché sono spontaneamente aperti e accettano gli altri. Invece, crescendo, non riusciamo a coltivare il nostro potenziale naturale e a vivere secondo i valori umani fondamentali. Ci facciamo fuorviare da differenze del tutto secondarie e tendiamo a pensare in termini di “noi” e “loro”. Questo modo di pensare può essere trasformato attraverso l’educazione. Dobbiamo imparare a distinguere la natura distruttiva di emozioni come la rabbia, l’avversione e l’attaccamento, che disturbano la nostra pace mentale, dalle qualità positive come la compassione che sono autentiche fonti di felicità.

Spesso mi chiedo quale sia lo scopo della vita. La conclusione a cui sono giunto è essere felici. Non abbiamo alcuna garanzia di ciò che accadrà in futuro, ma viviamo nella speranza ed è questo che ci fa andare avanti. A volte non si comprende a sufficienza la differenza tra la coscienza sensoriale e la coscienza mentale. La fonte ultima della felicità è uno stato mentale di gioia e non il possesso di beni materiali. Il piacere che danno le cose materiali è generalmente di breve durata e riesce solo temporaneamente a placare l’ansia e la paura. La gioia invece si sostiene da sola, non ha bisogno di stimoli esterni.

Dal momento che dipendiamo da altri esseri umani per la nostra felicità, è naturale provare affetto verso di loro.

Oggi, anche gli scienziati concordano sul fatto che la natura umana è essenzialmente compassionevole e gentile perché è così che inizia la nostra vita. Senza l’amore e l’affetto di nostra madre, non saremmo sopravvissuti. Dal momento che dipendiamo da altri esseri umani per la nostra felicità, è naturale provare affetto verso di loro. Gli esseri umani sono creature reattive: se sorrido a qualcuno, lei o lui generalmente contraccambierà. Persino gli animali reagiscono positivamente.

Il mondo contemporaneo si concentra soprattutto sullo sviluppo materiale. Tuttavia, le antiche tradizioni indiane sottolineano l’importanza dell’introspezione se davvero desideriamo trovare la vera fonte della gioia. Per essere felici, è la nostra mente che dobbiamo trasformare. Questa è la base delle antiche tradizioni di ahimsa, la non-violenza, e karuna, desiderare che gli altri siano liberi dalla sofferenza ovvero la compassione.

Scopri la vita del Dalai Lama

Il sorriso e la saggezza – Dalai Lama biografia autorizzata, è un libro  che affascinerà sia quanti vogliono approfondire la  conoscenza della figura di Sua Santità, sia coloro che sono interessati, attraverso la narrazione biografica di questo importante esponente del pensiero contemporaneo, a incontrare anche la storia e la cultura del Tibet. Da segnalare, inoltre, l’intensa prefazione del Dalai Lama.

Questo libro nasce dal lavoro di quarant’anni di Piero Verni: interviste, colloqui con Sua Santità e una lunga ricerca sulla storia e la cultura del Tibet per rendere al meglio la persona dietro al titolo, la guida spirituale e l’icona del XXI secolo.

Autore

  • Sua Santità Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama del Tibet, nasce a Takster il 6 luglio 1935. Riconosciuto come l’autentica reincarnazione del XIII Dalai Lama, nel 1939 si trasferisce insieme alla sua famiglia a Lhasa, dove viene formalmente insediato nel 1940. Nel 1959, a causa della violenta repressione cinese, è costretto a rifugiarsi in India, stabilendosi ufficialmente a Dharamsala l’anno seguente. Nel corso degli anni riceve innumerevoli riconoscimenti internazionali per il suo impegno umanitario e politico, il più importante dei quali è il Premio Nobel per la Pace, riconosciutogli nel 1989. È inoltre autore di decine di libri, tradotti in numerose lingue.

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