Perché è importante la pratica spirituale

Noi esseri umani abbiamo bisogno di molte cose e altrettante ne vogliamo realizzare. Eppure è chiaro che indipendentemente da quanto possediamo o a che punto siamo della nostra vita, abbiamo sempre la sensazione che non sia abbastanza. Ci sono sempre nuove cose da desiderare e nuovi motivi di insoddisfazione. E’ quindi sulla base della nostra esperienza che arriviamo a capire la verità dell’insegnamento del Buddha: il samsara non è altro che sofferenza. Ma allora che cosa possiamo fare?

Tutti desiderano essere liberi dalla sofferenza e desiderano avere la felicità e in nome di questa felicità, ognuno si impegna nella vita di tutti i giorni, spiritualmente o in altri modi. Eppure, poco importa quel che facciamo, non c’è fine alla sofferenza e all’insoddisfazione, non otteniamo mai la felicità che cerchiamo. Ma è davvero possibile conquistarla?

Il Buddha insegna che ogni essere senziente possiede la natura di Buddha. La vera natura della nostra mente è pura, non macchiata da oscurazioni. Ecco perché, se ci proviamo, possiamo raggiungere l’illuminazione.

Sua Santità Sakya Trizin insieme a Sua Santità il Dalai Lama

Al momento non vediamo la nostra natura di Buddha perché è completamente coperta dalle oscurazioni, ma le oscurazioni non sono nella natura della mente perché se lo fossero, non potrebbero mai essere eliminate.

Per esempio, il carbone è per sua natura nero e non importa quanto lo laviamo, non diventerà mai bianco. D’altra parte, un panno bianco può essere molto sporco, ma lavandolo può tornare del suo colore originario. Lo stesso vale per le oscurazioni nella nostra mente: sono solo macchie e con i giusti metodi possono essere eliminate. Quindi, se ci impegniamo seriamente, seguendo il sentiero del Dharma, anche noi possiamo diventare dei Buddha completamente illuminati.
Per queste ragioni, la cosa più importante è la pratica spirituale. Tutte le altre cose, come la ricchezza materiale o il potere, sono utili solo in questa vita, ma il giorno in cui lasceremo questo mondo, dovremo lasciarcele alle spalle. Di noi rimarrà solo la coscienza e la sola cosa su cui potremo contare sarà la nostra pratica spirituale.


Chi riesce a capire questo concetto è più preparato ad affrontare i problemi. Un problema può rimanere esteriormente invariato, ma la sofferenza si riduce. Una persona che ha anche una vita spirituale è meglio preparata ad affrontare le difficoltà perché ne conosce la vera natura e questa comprensione diminuisce il carico mentale e, di conseguenza, anche la sofferenza fisica.

La mente è il capo e il corpo è come un servo. Se la mente è felice, anche nelle condizioni più terribili si può essere comunque felice. Ma se la mente non è felice, anche se con le migliori condizioni esteriori, ci sarà molta infelicità. E’ la mente è il fattore più importante per darci la forza di affrontare le sfide della sofferenza anche in questa vita, pertanto la cosa più importante che possiamo fare è la pratica del Dharma.

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