Ambiente e consumismo

La pace e la vita sulla Terra sono minacciate da attività umane prive di valori etici. La devastazione dell’ambiente e delle risorse naturali sono il prodotto dell’ignoranza, dell’avidità e del disprezzo per gli esseri senzienti che dipendono dalla terra per la propria sopravvivenza. Il degrado ambientale rappresenta una minaccia anche per le generazioni future, che erediteranno un pianeta malato se la distruzione continua al ritmo attuale. Proteggere il pianeta è una questione etica.

In passato potremmo aver agito per ignoranza, ma oggi abbiamo più informazioni. Dobbiamo imparare a lavorare insieme per qualcosa a cui tutti teniamo: la sopravvivenza e la prosperità del nostro pianeta e degli esseri che lo abitano. La scienza, la tecnologia e l’industrializzazione hanno portato molti benefici, ma sono state anche la causa di molte tragedie, come il surriscaldamento globale e l’inquinamento.

Se possiamo ammettere e perdonare le azioni ignoranti del passato, possiamo anche trovare la forza per risolvere costruttivamente i problemi del presente.

Le previsioni scientifiche riguardo ai cambiamenti ambientali sono difficili da comprendere appieno per la gente comune. Sentiamo parlare di riscaldamento globale e d’innalzamento del livello dei mari, di aumento dell’incidenza delle malattie tumorali, di esaurimento delle risorse, di estinzione di specie animali e di sovrappopolazione. L’economia globale cresce e con essa l’estremo consumo energetico, la produzione di anidride carbonica e la deforestazione. La prospettiva è un futuro di sofferenza globale e di degrado ambientale senza precedenti nella storia dell’umanità.

Dobbiamo fare del nostro meglio per prevenire ciò che è evitabile e prepararci per ciò che non lo è.

L’attività umana guidata dal desiderio di benessere a basso costo, disinteressata agli esseri viventi futuri e al loro ambiente, non è più sostenibile. La nostra avidità deve passare in secondo piano rispetto alla tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. Una più equa distribuzione della ricchezza tra nazioni e tra individui all’interno della stessa nazione è essenziale, così come l’educazione al rispetto delle persone e dell’ambiente. Ricordare la nostra reciproca interdipendenza è la chiave per contrastare le attività più dannose.

Ogni essere senziente vuole la felicità, non la sofferenza. Sviluppare un senso autentico e compassionevole di responsabilità universale è cruciale. Se siamo motivati dalla saggezza e dalla compassione, i risultati delle nostre azioni andranno a beneficio di tutti, non solo al nostro. Il consumismo è strettamente correlato alla situazione dell’ambiente. Anche se i progressi della scienza e della tecnologia possono compensare almeno in parte alcuni effetti deleteri del consumo eccessivo di risorse naturali, non dovremmo essere troppo ottimisti e delegare alle generazioni future il compito di risolvere i problemi che noi abbiamo creato. Dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi che un giorno scienza e tecnologia non siano più in grado di aiutarci.

La terra che condividiamo non è infinita. Come individui e come società, dobbiamo praticare la sobrietà per contrastare di più e meglio la nostra avidità. Non importa che cosa facciamo per cercare di gratificare i nostri desideri, non troveremo mai una soddisfazione definitiva; i beni materiali non possono garantirla. Il vero appagamento si trova praticando le discipline interiori dell’autocontrollo e della contentezza, della gioia dell’amore, della compassione e della libertà. Ogni individuo e ogni nazione vuole migliorare il proprio tenore di vita, ma se quello dei Paesi più poveri dovesse arrivare al livello di quello dei Paesi più ricchi, le risorse naturali non sarebbero in grado di soddisfare la domanda. E anche se avessimo le risorse dotare di un’automobile ogni essere umano sul pianeta, avrebbe senso? Saremmo capaci di controllare l’inquinamento che si produrrebbe? Prima o poi lo stile di vita delle nazioni più ricche dovrà cambiare secondo nuovi imperativi. La gente si aspetta ogni anno una crescita esponenziale, ma la crescita ha i suoi limiti e anziché far finta che non sia così, dovremmo iniziare a coltivare un senso di contentezza e di moderazione per poter evitare o quanto meno mitigare i risultati disastrosi del sovraconsumo.

Con buon cuore e saggezza, troveremo la determinazione a fare ciò che deve essere fatto per proteggere gli altri e l’ambiente. E’ molto più semplice che doversi adattare alle condizioni spaventose previste per il futuro. 

Tratto da I Primi Passi sul Sentiero Buddhista

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Autore

  • Sua Santità Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama del Tibet, nasce a Takster il 6 luglio 1935. Riconosciuto come l’autentica reincarnazione del XIII Dalai Lama, nel 1939 si trasferisce insieme alla sua famiglia a Lhasa, dove viene formalmente insediato nel 1940. Nel 1959, a causa della violenta repressione cinese, è costretto a rifugiarsi in India, stabilendosi ufficialmente a Dharamsala l’anno seguente. Nel corso degli anni riceve innumerevoli riconoscimenti internazionali per il suo impegno umanitario e politico, il più importante dei quali è il Premio Nobel per la Pace, riconosciutogli nel 1989. È inoltre autore di decine di libri, tradotti in numerose lingue.

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